Cosa cambia per le imprese e come certificare il proprio bilancio ESG
Negli ultimi anni, la sostenibilità si è affermata come un elemento imprescindibile per la governance e la competitività delle imprese. Il rafforzamento della normativa europea, insieme al nuovo ruolo della Consob e alle proposte contenute nel Pacchetto Omnibus, sta trasformando profondamente il quadro della reportistica di sostenibilità.
In questo scenario, è fondamentale che le aziende, obbligate o meno, comprendano l’importanza di redigere e certificare un bilancio ESG in modo trasparente e strutturato. In questo articolo, analizziamo cosa prevede la normativa attuale, quali sono le prospettive future e quali passi concreti deve compiere un’impresa per dotarsi di un bilancio di sostenibilità efficace e riconosciuto.
Il controllo Consob sulla reportistica di sostenibilità
Nel gennaio 2024, la Consob ha adottato l’articolo 89-quinquies del Regolamento Emittenti, definendo in modo più puntuale le modalità di controllo sulle dichiarazioni di sostenibilità degli emittenti quotati. Ecco le novità principali:
- Controllo campionario basato sul rischio: La Consob effettua verifiche su un campione selezionato di imprese, considerando fattori di rischio e rilevanza degli impatti ESG.
- Parametri di selezione: Le aziende vengono selezionate tenendo conto di:
- rilevanza dei fattori ambientali, sociali e di governance;
- segnalazioni ricevute;
- contenuto delle attestazioni rilasciate dai revisori della sostenibilità.
- Focus su completezza, correttezza e trasparenza: Viene valutata la coerenza del bilancio di sostenibilità con la strategia aziendale, la gestione dei rischi e gli standard internazionali (GRI, ESRS, SASB…).
- Collaborazione con revisori legali: Dal 2024, i bilanci devono essere oggetto di assurance “limitata” da parte di soggetti terzi accreditati.
- Azioni correttive e sanzioni: La Consob può chiedere rettifiche, pubblicare comunicazioni al mercato o applicare sanzioni amministrative in caso di inadempienze.
Questo rafforzamento del ruolo della Consob punta a garantire che le informazioni ESG pubblicate dalle imprese siano affidabili e comparabili, tutelando così investitori e stakeholder.
Il Pacchetto Omnibus: semplificazione o rischio di fare un passo indietro?
Il Pacchetto Omnibus, presentato dalla Commissione Europea a febbraio 2025, propone una serie di modifiche a importanti atti legislativi in materia di sostenibilità, inclusa la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive). Ecco cosa prevede:
Le principali modifiche proposte:
- Riduzione del perimetro delle imprese soggette alla CSRD:
Obbligo solo per aziende con:- oltre 1.000 dipendenti
- fatturato > 50 milioni di euro o attivo patrimoniale > 25 milioni di euro
Risultato: fino all’80% delle aziende precedentemente coinvolte verrebbe escluso.
- Rinvio degli obblighi di rendicontazione:
L’obbligo per le imprese che oggi rientrano nella CSRD sarebbe posticipato di due anni, offrendo più tempo per l’adeguamento. - Due diligence più leggera:
I controlli sull’efficacia dei processi ESG (catena di fornitura, diritti umani, ambiente) sarebbero richiesti ogni cinque anni, e limitati ai fornitori diretti. - Più poteri alle autorità nazionali:
Il ruolo di organismi come la Consob verrebbe rafforzato nella vigilanza ex post. - Maggiore proporzionalità per le PMI:
Confermato il regime transitorio semplificato per le PMI quotate fino al 2028.
Se da un lato il Pacchetto mira a semplificare la burocrazia per le imprese, dall’altro diverse associazioni, investitori e stakeholder ambientali temono che si tratti di un arretramento negli impegni europei sulla trasparenza e sostenibilità.
Come certificare un bilancio di sostenibilità, anche se non sei obbligato
Sempre più imprese decidono di redigere un bilancio di sostenibilità certificato, anche in assenza di un obbligo legale. I vantaggi sono numerosi: migliore reputazione, accesso a finanziamenti ESG, attrazione di talenti, solidità nel lungo periodo.
I 6 passaggi chiave per certificare il bilancio ESG:
- Analisi di materialità
Identificare i temi ESG più rilevanti per l’organizzazione e i suoi stakeholder. - Scelta dello standard di rendicontazione
Utilizzare framework riconosciuti a livello internazionale (GRI, ESRS, SASB, TCFD…). - Raccolta e misurazione dei dati
Attivare sistemi interni per monitorare indicatori ESG con rigore e trasparenza. - Redazione del report di sostenibilità
Strutturare un documento chiaro, con KPI, dati qualitativi e narrativi. - Assurance indipendente
Affidare la revisione a un ente terzo certificato (assurance limitata o ragionevole). - Comunicazione trasparente
Pubblicare e diffondere il report sui canali ufficiali e nella sezione ESG del sito aziendale.
Anche in un quadro normativo flessibile, certificare un bilancio ESG è una leva strategica per generare fiducia e valore nel tempo.
In conclusione
Il nuovo quadro regolatorio sta ridisegnando il futuro della sostenibilità aziendale in Europa. La Consob ha già messo in campo strumenti di controllo più efficaci, mentre il Pacchetto Omnibus propone modifiche che potrebbero semplificare (ma anche indebolire) il sistema di rendicontazione.
Per le imprese, la direzione è chiara: investire nella sostenibilità, rendicontare in modo trasparente e certificare le proprie performance ESG non è solo una questione di compliance, ma di competitività e responsabilità.
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